ALBORGHETTI, Fabiano, II

coverviandanteFabiano Alborghetti

Ritornare col sorriso alla recita serale

Fabiano Alborghetti è un poeta che riesce a trattare temi molto difficili, temi sociali delicati, senza mai scivolare nell’ipocrisia o nella banalità, né indugiare nel gusto estetico della retorica. Per farlo si serve del verso lungo, forma difficile da gestire, per il rischio sempre presente della deriva prosastica. Alborghetti la evita abilmente, seguendo un suo ritmo interiore, fatto di armonie e assonanze, variazioni, modulazioni e improvvise fratture. La sua poesia è sempre canto corale, sia in L’opposta riva, dove racconta, o meglio, lascia raccontare ai profughi il dolore del distacco dalla terra natia, le illusioni e le delusioni, il dramma dell’assenza e la nostalgia della distanza. Sia in Registro dei fragili, in cui, prendendo spunto da un fatto di cronaca – la madre uccide il figlio, che nascendo si è reso colpevole di aver distrutto i suoi sogni da velina – offre un quadro realistico ed efficace della vita di famiglie in cui si è ormai smarrito ogni valore in nome di un culto dell’apparenza e dell’aderenza alle istanze della finzione catodica. Sia nel suo più recente lavoro, Ruota degli esposti, in cui ancora una volta è di scena la “fragilità” di famiglie che cedono perché cresciute su fondamenta troppo friabili.

“Ecco allora il perché del mio essere sul campo:”, spiega Fabiano Alborghetti in un’intervista a Silvia Monti per “Tellusfolio”, “per applicare la mia ricerca accedo da una parte alla lettura della cronaca nutrendo i testi di realtà, ancorandoli al mondo reale. Dall’altra però non credo sia sufficiente la ‘realtà’ data dalla finzione narrativa ed ecco allora che nutro i testi di vera realtà. Perché questo accada, io devo vivere dentro il testo e questo porta a vivere sul campo”.

Un solido background di letture, dalla sociologia alla letteratura, dalla cronaca alla psicologia, dalla criminologia alla tecnica della pubblicità rafforza dunque la percezione del poeta che, come un reporter sul campo, offre al lettore uno squarcio oggettivo su una realtà che ci parla, reclamando la nostra attenzione, così sviata da mille input più o meno virtuali.

da Nella borsa del viandante. Poesia che (r)esiste, a cura di Chiara De Luca

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